Abbiamo intervistato il Dirigente Scolastico della nostra scuola, prof.ssa Iva Rossi, chiedendole di parlarci della sua giornata di lavoro, della sua idea di scuola, di didattica e di educazione. Il risultato è stato una conversazione ricca di spunti che crediamo possa interessare a tutte le persone che hanno a cuore la nostra scuola.
Ringraziandola per la disponibilità e l’accoglienza, vorremmo iniziare chiedendole qual è la sua giornata tipo e quali sono le attività che un Dirigente Scolastico svolge quotidianamente.
“La mia giornata tipo comincia con il disbrigo di alcune pratiche amministrative. Arrivo a scuola, accendo il computer, apro le mie varie caselle di posta e rispondo alle persone che mi hanno scritto, oppure prendo in carico i problemi che mi sono stati evidenziati. Controllo poi sul sito del Ministero e dell’Ufficio Scolastico dell’Umbria se ci sono comunicazioni o circolari nuove, le leggo e capisco cosa comportano. Dopodiché comincio a lavorare attorno a quei problemi. Questa è la prima parte della mia giornata che, di solito, mi occupa 2-3 ore, variabili in base alla quantità di problemi e di adempimenti. In seguito ho generalmente appuntamenti con i genitori, gli studenti, gli insegnanti o il personale ATA. Il pomeriggio è dedicato normalmente alle riunioni collegiali: incontri con lo staff che servono per valutare l’organizzazione generale dell’Istituto e cercare soluzioni ad aspetti o problemi non ancora risolti, i Consigli di Classe e il Collegio dei Docenti che fanno il punto sulla didattica. Ci sono poi da tenere i rapporti con il territorio e con gli uffici scolastici superiori”.
Com’è nata la sua passione per la scuola e quali sono gli aspetti positivi del dirigente scolastico?
Mi sono laureata in filosofia e per un periodo di tempo ho vissuto in Germania. Tornata a Perugia mi sono sposata, ho avuto la mia prima figlia che oggi ha 23 anni ed ho cominciato a fare tutti i concorsi pubblici che venivano pubblicati. Ho scelto inizialmente di fare la maestra di scuola elementare, è stata un’esperienza bellissima, mi sono innamorata dei bambini. Successivamente ho preso l’abilitazione ed ho iniziato ad insegnare nella scuole superiori. Ho sostenuto il concorso da Dirigente Scolastico e l’ho vinto. La mia passione siete voi studenti, siete come una piantina leggera da proteggere, da aiutare a crescere e noi adulti abbiamo il compito di sostenervi e aiutarvi a non sbagliare”.
Da studentessa quale era la sua materia preferita?
“Storia e filosofia erano le mie materie preferite. E’ la scienza che fa riflettere sul senso della vita. E tra i diversi filosofi ho amato tantissimo Socrate che recupera tutti i punti di vista della persona, è un’arte della quale sono sempre stata affascinata”.
Come si trova nella nostra scuola?
“Mi trovo molto bene, si è instaurato un ottimo rapporto con tutto il personale per cui la collaborazione è trasversale, sentita e completa. A volte non ci si formalizza nell’accettare dei compiti al di fuori dal proprio profilo professionale, quando si riconosce che ciò va nella direzione del bene dell’Istituto”.
L’ultima domanda riguarda la funzione educativa della scuola che, oltre ad essere ambiente di studio, è anche un ambiente educativo. Come vede lei questa funzione?
Quella dell’educazione e dell’istruzione sono due funzioni inscindibili. La scuola non è finalizzata solo all’educazione o solo all’istruzione, ma deve assolutamente rendere complementari queste due dimensioni. Tant’è che, a fronte dell’istruzione, che significa sviluppo delle competenze in ambiti disciplinari specifici, è nostro compito sviluppare le competenze di cittadinanza, che sono appunto saper comunicare, saper lavorare con gli altri, saper socializzare. Queste sono competenze di tipo educativo importanti come quelle didattiche. Una persona non è divisa fra quello che sa e come si comporta; una persona è una globalità e noi puntiamo molto a quella globalità”.
Fotomosaico
Ottimo articolo che mette in evidenza l’importanza di avere un buon Dirigente Scolastico.
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